21 luglio 2017

Segnalazione #13: L'anatema dei sette peccati - Davide Fresi

Buongiornissimo miei cari,
io sono appena rientrata dopo un po' di vacanze, ma rimarrò ben poco a casa (viva il viaggiare!), voi? Siete in partenza? Ancora impegnati fino ad agosto c: ?

Oggi, visto che si è già fatta una certa, vi lascio una velocissima segnalazione e scappo!

Ringrazio l'autore per aver pensato a noi come blog segnalatore c:


TITOLO: L’anatema dei sette peccati
AUTORE: Davide Fresi
EDITORE: Youcanprint
GENERE: storico-fantasy
NUMERO DI PAGINE: 228
DATA DI USCITA: 3 aprile 2017

PREZZI: ebook 1,99 euro, cartaceo 13,90





La narrazione è ambientata nell’antica Roma e vede protagonisti due mercanti, Fedro e Polibio. In virtù dei carismi profetici che mostrano di possedere, essi vengono introdotti da Tiberio Cesare nel fasto della corte romana. Tuttavia, l’avidità di Fedro minaccia l’incolumità di entrambi. Il prefetto del pretorio Marcello tende un tranello che compromette la loro posizione. In carcere essi conoscono un uomo che con i suoi lumi porta Fedro a cambiar vita. Presto irrompono nella vita dei protagonisti Gesù di Nazareth e altri personaggi storici dal grande carisma. Le disavventure si susseguono una dopo l’altra. Aleggia sullo sfondo degli eventi la ferocia dei governanti romani che non esitano a spargere il sangue di innocenti.
Ogni volta che le aspettative paiono compromesse, la Provvidenza mostra il suo volto benevolo, dissolvendo la nebbia che rende incerto il cammino dei due mercanti. Finché non avviene l’irreparabile…
Troverà realizzazione l’anatema che il Nazareno rivolge agli oppressori del popolo? Riuscirà il perfido Marcello a soddisfare la sua morbosa ambizione? Questi sono alcuni temi di una narrazione che appassiona sin dalle primissime pagine.

Dove acquistarlo:

Estratto:

"Tutto ebbe inizio una mattina dell’anno 335 a.C., sotto il cielo terso dell’Attica, ad appena qualche chilometro dalla celebrata città di Atene.
Polibio e il suo socio in affari Fedro erano in viaggio con il loro seguito di carri, colmi di merce pregiata, e di schiavi. Stavano per concludere delle importanti vendite. Essi, dopo aver affrontato una lunga traversata, poche ore prima erano finalmente sbarcati nel porto del Pireo. Ormai li circondava una fitta vegetazione.
Durante un momento di tregua dalla sollecita marcia, i due mercanti si isolarono dalla comitiva discutendo animatamente di una gravosa questione. Per preservare il riserbo delle confidenze, si scostarono dal gruppo dei fidati schiavi quel tanto sufficiente a sottrarsi dalla loro attenzione.
Il fermento era dovuto al presunto furto di un monile di cui alcuni servitori accusavano Maysun, un loro giovane compagno. Da tempo erano sorti dei dissapori perché questi aveva coraggiosamente denunciato le abituali prepotenze esercitate dagli schiavi più anziani.
La sensibilità che caratterizzava Polibio gli imponeva di acclarare per bene i fatti. Egli sapeva perfettamente fino a quali estremi potesse giungere l’acredine dei prepotenti. Aveva constatato come simili individui fossero soliti attribuirsi dei diritti usurpati senza alcun ritegno. Ingiustizie di tal fatta erano inconciliabili con i princìpi che animavano la sua coscienza.
- Ti ripeto che non intendo negare a Maysun il diritto di difendersi dall’accusa che gli è stata rivolta.
Potrebbe trattarsi di una calunnia, - sostenne Polibio, scontrandosi con la rozza superficialità del partner.
La stessa con cui spesso aveva dovuto fare i conti.
- Già. Ma non è la prima volta che lo sorprendiamo a rubare. Dobbiamo punirlo come merita. Gli farò infliggere trenta frustate. Penso che possano bastare. Vedrai che in futuro si asterrà dal compiere simili misfatti, - ribatté Fedro, soffocando il buon senso che gli gridava dentro.
- In realtà ho l’impressione che il presunto furto sia una messinscena. Sospetto che i suoi accusatori vogliano vendicare dei torti subiti. È necessario sentire le parti in causa per chiarire i fatti. Mi rifiuto di mortificare un uomo senza prima dare luogo a un giusto processo, - insistette Polibio con una fermezza che si conciliava con il suo abituale modo di agire.
- Come sempre vuoi negare l’evidenza. È chiaro che è colpevole, - non si piegò Fedro.
- Alla luce di quali elementi puoi affermare ciò? Tu al suo posto, prima di ricevere delle vergate sulla schiena, vorresti essere ascoltato, - lo incalzò Polibio, attingendo a tutta la sua saggezza.
D’un tratto un famelico gatto, insidiando un topo, si lanciò dalla cima di un albero verso un cespuglio.
Il tonfo che ne seguì interruppe per sempre il discorso intrapreso.
Esso rimase sospeso nel vuoto di quella giornata che era destinata a ridisegnare la loro esistenza. Diciò essi ne furono consapevoli non appena si voltarono."

Qualcosina sull'autore...
Mi chiamo Davide Fresi. Sono nato a Sassari nel 1977. Nel 1996 ho conseguito il diploma presso il Liceo Classico Domenico Alberto Azuni di Sassari. Nel 2004 ho conseguito la laurea in Lettere Classiche indirizzo archeologico presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari. Nel 2014 ho pubblicato con l’editore Youcanprint il romanzo Alessandro Magno e i prescelti venuti dal futuro. Da poco è in vendita il mio nuovo romanzo L’anatema dei sette peccati.

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